Recensioni logo

Published on agosto 17th, 2012 | by Henry J

4

Recensione: The Elder Scrolls V:Skyrim – Dawnguard

Dawnguard è il primo DLC sviluppato da Bethesda Softworks per l’ RPG dell’anno The Elders Scroll V: Skyrim, un’espansione che aggiunge un’ulteriore dozzina di ore ad un gioco già di per sè abbastanza longevo. Il titolo e’ uscito a metà Luglio in edizione italiana, in pieno periodo di afa e temperature torride: tornare tra i monti e paesaggi innevati di Skyrim distoglie temporaneamente dalla calura estiva regalando una temporanea (ma purtroppo virtuale) ventata di freschezza.

A Skyrim  la situazione è più caotica che mai, ci sono lotte interne per il regno tra i seguaci di Ulfric Manto della tempesta e i fedeli dell’impero, i draghi stanno mettendo a ferro e fuoco le città; in questa situazione non proprio idilliaca, il nostro sangue di drago sarà chiamato a risolvere un altro problema: la millenaria lotta tra umani e vampiri.  I Dawnguard erano un tempo un’antica organizzazione di cacciatori di vampiri, ricostituita per volere di un certo vigilante di nome Isran con l’obiettivo di eliminare una volta per tutte la minaccia dei succhiasangue, capeggiati da Harkon il signore dei vampiri  del clan Volkhiar.

 Installata l’espansione (bisogna raggiungere almeno il livello 10 per poterla iniziare), verrete informati della ricostituzione dei Dawnguard e vi verrà chiesto di recarvi presso la loro fortezza. Arrivati al forte Dawnguard verrete incaricati di verificare la presenza di vampiri in una catacomba, in cui, scoprirete essere imprigionata una donna di nome Serana. La donna vi ringrazierà di averla liberata a e vi chiederà di accompagnarla a casa, nel castello Volkhan situato in un’isoletta a Nord di Skyrim. Giunti al castello scoprirete di aver  salvato la figlia del  Signore dei Vampiri Lord Harkon, il quale, per riconoscenza vi proporrà di unirvi a loro: Harkon attraverso la lettura di antiche pergamene ha in programma un piano per oscurare, per sempre, il sole, imponendo un regno di oscurità  in cui i vampiri saranno finalmente liberi di girare per Skyrim.

Da subito, quindi, ci si troverà di fronte al primo bivio dell’espansione, scegliere se far parte  dei vampiri aiutando così Harkon nel suo piano per oscurare il sole, o rifiutare e combatterli dalla parte dei Dawnguard. La scelta non è cosi scontata come si possa immaginare. In ogni caso, durante questo frangente, prima di prendere una decisione, un salvataggio è altamente consigliato.

Lord Harkon si mostra nel suo vero aspetto

Diventare un vampiro permette di godere di un’esperienza di gioco innovativa e di nuovi poteri: il giocatore, infatti, potrà trasformarsi in signore dei vampiri, una potente bestia della notte che, muovendosi  lievitando da terra, ha il potere di prosciugare la linfa vitale del nemico con la mano destra, e  può evocare  i morti con la mano sinistra. Qualora la magicka dovesse finire il vampiro può alternare attacchi da terra sferrando potenti artigliate, o scappare  trasformandosi in uno stormo di pipistrelli.

La modalità signore dei vampiri ha anche un albero di skills che si possono sbloccare mano a mano che vengono uccisi nemici con il potere prosciuga vita, aggiungendo nuovi poteri e capacità, come evocare un Gargoyle, aumentare magicka salute e vigore,trasformarsi in nebbia, paralizzare o lanciare in aria un nemico.

Il vampiro, però, ha un’elevata vulnerabilità alla luce solare, la cui esposizione indebolirà la salute  del nostro personaggio  impedendone il recupero automatico. Per evitare questa situazione di crescente vulnerabilità (viene meno anche il recupero di magicka e stamina) si è costretti giornalmente a trovare vittime a cui succhiare sangue. Tuttavia più si diventa vulnerabili, più aumentano  forza e potenza, riuscendo a sbloccare altri poteri (visione notturna, invisibilità)  attraverso 4 stadi di vampirismo, lasciando cosi’ al giocatore la scelta se essere più vulnerabili ma più potenti o meno vulnerabili ma meno potenti.

Il potere del Signore dei Vampiri

Questa nuova modalità aggiunge un’interessante variante al gameplay di Skyrim ma la realizzazione tecnica non è esente da alcuni difetti:  il nostro signore dei vampiri, a causa della sua enorme stazza, a volte non riuscirà a passare attraverso stretti cunicoli di caverne o porte (probabilmente non progettati inizialmente con in mente un personaggio di quelle dimensioni); inoltre una volta trasformati, a meno che nn si tratti di aprire porte o leve, non è possibile interagire con oggetti e persone o scassinare bauli, non è nemmeno possibile consultare la mappa o accedere al menu oggetti, costringendo il giocatore a tornare spesso alla forma normale. La trasformazione inoltre è disponibile esclusivamente con la visuale in terza persona. Si tratta di piccole imperfezioni che certamente non vanno a compromettere l’esperienza complessiva di gioco, ma magari una patch con correzioni future potrebbe venire incontro al giocatore meno navigato.

Albero di skills del Signore dei Vampiri

Scegliendo di far parte dei Dawnguard, invece, il giocatore vivrà un’esperienza non molto diversa dalla serie di missioni presenti nel gioco principale, si potrà disporre però di una nuova arma, la balestra, ottima arma a distanza molto  potente, ed avremo dalla nostra parte, come alleati, dei troll corazzati. In questo caso la missione iniziale del giocatore sarà quella di reclutare nuovi cacciatori di vampiri sparsi per Skyrim aiutandoli in varie quest. L’impressione generale è che il gioco stesso invogli più a provare l’avventura dalla parte dei vampiri che  dalla parte dei Dawnguard, anche se per questi ultimi sono presenti delle varianti di gioco, seppur minori, come la possibilità di trasformarsi in licantropi. Per i licantropi, già presenti nella storia principale di Skyrim, è stata introdotta la possibilità di potenziare il personaggio attraverso un albero di skills, similmente ai vampiri, anche se in modo più limitato rispetto a questi ultimi.

Un Dawnguard con la sua balestra

Un’altra gradita aggiunta riguarda un nuovo set di armi ottenuto forgiando le ossa di drago, si tratta del set di armi più potente del gioco: potremo trovare asce, spade, archi in modalità random raccogliendo oggetti ai nemici durante alcune missioni o forgiarle, ma in questo caso serve abilità di forgiatura di livello 100.

L’espansione si colloca nella stessa mappa del gioco principale, anche se ci sono ben 23 nuove nuove zone da esplorare, come la fortezza dei Dawnguard, il castello Volkihar, il Tumulo Dell’Anima, una zona completamente diversa situata in un’altra dimensione, un piano di Oblivion in cui sono intrappolate le anime. Nel Tumulo, in un’ ambientazione psichedelica  il giocatore vivrà un esperienza diversa dal resto quasi eterea, incontrando nuovi nemici come i Guardiani e il drago Durnehviir, che una volta sconfitto potrà poi essere invocato in aiuto dal Sangue di Drago con un urlo. Parlando di urli è possibile sbloccarne ulteriori, svolgendo varie quest sia da parte dei vampiri che dei Dawnguard. Un’altra zona degna di menzione è Forgotten Vale, una grande valle glaciale nascosta nelle profondità delle  montagne al confine nord-orientale con High Rock. Questa zona è caratterizzata da una flora e fauna uniche nel panorama di Skyrim.

Un Guardiano del Tumulo dell’ Anima

Indipendentemente dalla fazione scelta, la storia principale si sviluppa in una dozzina di quest, escludendo le missioni secondarie, e la durata si aggira intorno ad una  decina di ore abbondanti, che si raddoppiano volendo iniziare di nuovo l’espansione con la fazione opposta. L’intreccio narrativo del gioco è discreto, con alcune missioni più ispirate ed altre meno, ma nel complesso si riesce a mantere alto l’interesse del giocatore, che  tra esplorazioni, dialoghi e combattimenti è pur sempre immerso in un mondo molto vasto ed aperto. Probabilmente la storia vissuta dalla parte dei vampiri, piena di intrighi, corruzione, inganni e colpi di scena, può risultare più interessante.  Serana, la figlia di Lord Harkon che accompagnerà il giocatore in molte missioni è un personaggio degno di nota, davvero ben riuscito ed intrigante, probabilmente il meglio caratterizzato dell’espansione stessa.

 In conclusione, nonostante alcune piccole pecche nel gameplay, Dawnguard è un’espansione ricca e  sostanziosa che  merita di essere giocata: per 1600 MS points difficilmente troverete un DLC che aggiunge oltre 20 ore di gioco. Per chi ha finito la storia principale di Skyrim Dawnguard è must assoluto, per chi la sta ancora svolgendo è un ottimo inframezzo; in ogni caso, se amate Skyrim come il sottoscritto, non potrete fare a meno di questa espansione.

Tags: , , ,


About the Author

Web Designer/Developer freelance con la passione per il retrocomputing e il retrogaming. Tutto cominciò con un Commodore 64.... da quel momento in poi nulla fu più lo stesso...



4 Responses to Recensione: The Elder Scrolls V:Skyrim – Dawnguard

  1. davvero una bella recensione, quando sarà la prossima Henry J

  2. Ottima superiore alle altre sul web….

  3. naftalina says:

    Ottima review perfetta e senza strumenti salva gioco…. diversa dalle altre review e molto precisa ….

Lascia un Commento

Back to Top ↑