I colleghi di Wired.it anno stilato una classifica dei 10 più grandi flop della storia della console, grazie alla loro bravura ed un’accurata ricerca vi forniamo di seguito le console che ormai non risultano più o quasi nei database dei videogiocatori che sono cresciuti sulle console, tu di che flop sei ???
Dreamcast, 1998 (1999 in Europa):
La più tragica delle console. Intendiamoci: il Dreamcast di Sega era una console fantastica, visionaria, in anticipo sui tempi – probabilmente anche troppo. Forse non fu capita, o forse fu promossa male da una Sega con l’acqua alla gola, fatto sta che questo gioiellino non riuscì mai a imporsi, pur essendo uscito con un anticipo pazzesco sulle concorrenti della generazione 128 bit. Non bastarono 10 milioni di console vendute: PlayStation 2, Xbox e GameCube si spartirono il mercato e il Dreamcast fu tumulato tra il 2001 e il 2002 (in Giappone durò ancora qualche anno). Insieme a un grande rimpianto, ci ha lasciato alcuni giochi memorabili (Shenmue e Soul Calibur, per citarne un paio) e vive ancora nei cuori dei suoi numerosi estimatori.
3DO, 1993:
Esempio di flop da manuale. Progettata come un sofisticato sistema di intrattenimento multimediale dalla 3DO Company di Trip Hawkins (il fondatore di EA), uscì in vari modelli prodotti da Panasonic, Sanyo e GoldStar. Al momento del lancio – avvenuto con gran battage – non aveva rivali in fatto di potenza bruta, ma il prezzo fissato a 699 $ era da harakiri. L’arrivo di PlayStation a fine 1994 al costo di 300 $ fu letale e al termine del 1996 la produzione del 3DO chiuse i battenti.
Jaguar, 1993 (1994 in Europa):
L’ultima console marchiata Atari. Pur disponendo di un discreto hardware (Atari la pubblicizzava pompando i suoi 64 bit), di un anno di vantaggio rispetto a PlayStation e Saturn e di un prezzo assai appetibile, 250 $, andò incontro a una fine prematura per vari problemi: una programmazione ardua, un controller al limite del demenziale, la scarsa fiducia degli sviluppatori third-party e del mercato in Atari e una libreria di titoli magrissima. Morale: alla fine del 1995 la storia di Jaguar poteva già dirsi chiusa. Negli annali del videogame restano però almeno due titoli eccezionali: Alien vs. Predator e Tempest 2000. Ma ancora oggi esiste una cricca di appassionati che sviluppa giochi homebrew.
Sega 32X, 1994:
Dopo il mezzo disastro del Mega CD (i suoi “giochi” in full motion video sono una delle pagine più imbarazzanti della storia dei videogiochi), ecco un’altra trovata di casa Sega: il 32X era un accrocchio che si infilava nello slot del Mega Drive per aumentarne la potenza. Vari problemi tecnici, un eccesso di hype (i giochi non erano all’altezza delle aspettative) e il lancio di lì a poco delle vere console a 32 bit – Saturn e PlayStation – segnarono la sorte del 32X. Senza troppi rimpianti.
Virtual Boy, 1995:
Quanti disastri macchiano il curriculum semi-immacolato di Nintendo? Uno, ma clamoroso. Il Virtual Boy era una console con grafica tridimensionale monocromatica (rosso e basta), da infilarsi in testa come un visore. Pare che – oltre a essere troppo pesante per un collo normale – causasse mal di testa e dolore agli occhi. Ciliegina sulla torta, il Virtual Boy era bruttissimo. Ne furono distribuiti 800mila modelli, e amen. A causa della sua rarità, comunque, oggi è un oggetto da collezionisti piuttosto ambito.
Lynx, 1989:
Una pioniere dal destino lacrimevole. Nello stesso anno in cui Nintendo lanciava il suo GameBoy originale, quello in bianco e nero, Atari immetteva sul mercato questa piccola perla di tecnologia: la prima console portatile con schermo LCD a colori. Non solo: il Lynx era adatto anche ai mancini, aveva chip dedicati per cose fantascientifiche come lo zoom degli sprite e poteva essere connesso via cavo con altre 17 console per il gioco multiplayer. Peccato che succhiasse batterie come una sanguisuga, che Atari non riuscisse a produrne un numero adeguato, che avesse pochi giochi e che costasse inizialmente il doppio del concorrente. Dopo anni di sofferenze e 500mila unità vendute, intorno al 1996 sparì dalla circolazione.
Amiga CD32, 1993:
La prima console a 32 bit a uscire sul mercato (in Occidente, quantomeno) era in sostanza un Amiga 1200 impacchettato in versione console. Una bella macchina, in realtà, con un buon debutto di vendite, stroncata però dopo pochi mesi dalla carenza di titoli originali (la maggior parte erano adattamenti miseri o pari pari di titoli per Amiga) e dalla bancarotta di Commodore nell’aprile del 1994.
CD-i, 1991:
Ecco cosa succede quando un’azienda decide di buttarsi nel mercato delle console senza la minima idea di quello che sta facendo. Prodotto da Philips, il CD-i debuttò al ‘modico’ prezzo di 700 $. In catalogo, oltre a vari titoli educativi per bambini o tratti da quiz tv, annoverava alcuni dei giochi universalmente riconosciuti tra i più brutti mai creati. Sfiancato dalla concorrenza, ben più economica, resistette languente fino al 1998, anno di chiusura della produzione.
Pippin, 1995:
Ebbene sì, anche la Mela ha il suo scheletro nell’armadio: il Pippin era prodotto da Bandai, ma la progettazione – il torsolo – era tutta opera di Apple. Il tentativo di piazzarlo come macchina-PC tuttofare a basso prezzo non servì: il Pippin si presentava come una console e tutti lo vedevano come una console, e 599 $ di prezzo di lancio lo misero fuori mercato prima ancora che arrivasse sugli scaffali. Senza considerare che, in fatto di potenza, era più scarso delle concorrenti. Dopo qualche mese di agonia e 42mila esemplari venduti, si chiuse la sua parabola.
N-Gage, 2003:
Nokia, Nokia, perché l’hai fatto? L’N-Gage univa in unico dispositivo una console portatile e un cellulare, ma era imbarazzante in entrambe le funzioni: i tasti erano scomodi per giocare, mentre telefonare in pubblico con quello strano oggetto di mal-design ti esponeva al pubblico ludibrio. Contando che al lancio costava 299 $, lo avevano preso tutti per uno scherzo. Il modello N-Gage QD (2004) era molto migliore, ma ormai la frittata era fatta e la console non riuscì a riconquistare credibilità tra i giocatori.
Infine, meritano una citazione sulla lapide: Phantom, Gizmondo, NeoGeo, PSX, Mega-CD.
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